Bergamoscienza: Processo alla noce amazzonica

Processo alla noce amazzonica: selvaggio vs coltivato

Le Nazioni Unite hanno proclamato la decade 2005 – 2015 “Decennio per l’educazione allo sviluppo sostenibile”. L’elevata attenzione internazionale rispetto alle problematiche ambientali, evidenzia la necessità di promuovere con sempre maggiore urgenza uno sviluppo economico in armonia con il Pianeta Terra, che benefici le generazioni presenti senza tuttavia compromettere la sopravvivenza delle generazioni future. L’esigenza di educare allo sviluppo sostenibile nasce dalla considerazione che tale concetto resta ancora astratto e lontano dalla vita della gente.

Troppo spesso le scelte di consumo quotidiane, individuali e collettive, si limitano a considerare i benefici immediati, senza riflettere adeguatamente sulle ripercussioni che ogni decisione può avere nel lungo periodo.

Perché processare la noce amazzonica?

La noce amazzonica, nota come noce del Brasile, è un grande albero amazzonico che produce un tipo di frutta secca che cresce spontaneamente in aree naturali e che sopravvive solo nell’ecosistema del bosco amazzonico intatto e incontaminato. Da sempre gli abitanti della foresta vivono grazie alla raccolta e commercializzazione di questo frutto, che possiede ottime proprietà nutritive, energetiche e curative.

La noce amazzonica rischia tuttavia di rappresentare il simbolo di un’economia primitiva, legata ad una tradizione atavica, che potrebbe impedire un reale sviluppo delle zone in cui cresce, ostacolare la diffusione dell’agricoltura e dell’allevamento e frenare la modernizzazione.

Siamo certi che la conservazione incondizionata della foresta possa essere d’aiuto all’economia delle popolazioni indigene e non rappresenti invece un’antiquata e incoerente pretesa di naturalità? Possiamo affermare con sicurezza che la raccolta di questo frutto sia l’unica attività in grado di garantire la sopravvivenza dei lavoratori locali?

Come consumatori di questo frutto e in considerazione del fatto che la foresta amazzonica è ritenuta patrimonio universale, siamo tenuti a dare una risposta a questi importanti quesiti. Ci aiuteranno i testi dell’accusa e della difesa: un professore di ecologia umana, un esperto di biodiversità, consulenti tecnici nella gestione sostenibile delle risorse.

Gli invitati assisteranno a interrogatori e contro-interrogatori, arringhe di abili difensori e agguerriti accusatori, fino alla pronuncia di un verdetto irrevocabile e insindacabile, da parte di una giuria popolare.

Al termine, degustazione di dolcetti di Noce amazzonica accompagnati da Moscato di Scanzo.


Quando: lunedì 15 ottobre
Dove: Aula di Corte d’Assise del Tribunale di Bergamo
Per iscriversi: ingresso ad invito da chiedere alla Condotta.