[P]assaggi di cinema



Martedì 8 maggio ore 21 // Auditorium di Piazza Libertà

Lolita

di Stanley Kubrick
con James Mason, Shelley Winters, Sue Lyon, Gary Cockrell, Jerry Stovin. Gran Bretagna, USA 1962, 152’
Dal romanzo (1955) di Vladimir Nabokov. Intellettuale cinquantenne si fa mettere i sensi in fantasia da un’aizzosa quattordicenne e, per starle vicino, ne sposa la madre vedova. È una passione senza speranza, un gorgo nel quale sprofonda fino all’omicidio. Poco apprezzato all’epoca, il primo film britannico di Kubrick migliora ogni anno che passa. Più che un dramma, è una divertente commedia nera. Recitazione ad alto livello, con un Sellers straordinario nel suo proteiforme istrionismo.
In collaborazione con Comune di Bergamo, Assessorato alle politiche giovanili, per la rassegna “Un grande classico” alla riscoperta dei capolavori proibiti.
A seguire, per allontanare la fosca morbosità di un amore improbabile, ci aspettano i dolci al mirtillo preparati dal Ristorante Pasticceria Ol-fà di Osio Sotto.


Giovedì 10 maggio ore 19 // T.t.b. Teatro Tascabile di Bergamo

Messieur, che figura!

Regia: Teatro tascabile di Bergamo
Con: Alessandro Rigoletti, Ruben Manenti. Collaborazione drammaturgica: Alberto Gorla
Bianco e Augusto se ne stanno lì, hanno bisogno di così poco: abiti semplici, qualche oggetto, esigenze tecniche ridotte quasi a niente. Lo spettacolo è tutto qui: un dialogo fatto di salti mortali, di finti schiaffi e pugni.
Fatto di lombardo, di francese maccheronico, di un italiano aulico che si scontra con i costumi da clown e gli schiaffi da circo. Fatto di ritmo e di prodezze. Fatto di salti mortali. Fatto di poesia materiale. Perché Bianco e Augusto sono clown, e se questo può sembrare poca cosa, o un tema troppo semplice per uno spettacolo, è solo perché non sempre si riconosce la complessità del comico. Che è la base stessa del teatro.

ore20
Cena napoletana, con pizza margherita, panzerottini farciti, frittatine alle cipolle e alla ricotta, “Gattò” di patate, dolce napoletano, acqua vino e limoncello…
proposti dal Ristorante Da Mimmo.

ore 21

Totò, Peppino e… la malafemmina

di Camillo Mastrocinque
con Totò, Peppino De Filippo, Dorian Gray, Teddy Reno, Vittoria Crispo. Italia 1956, 118’
L’amore tra un giovanotto e un’attricetta di varietà è contrastato dalla famiglia. La malafemmina è Dorian Gray, allora soubrette in voga. La canzone omonima è una delle più belle di Totò, anche qui tenuto a freno dalla censura democristiana. La scena della dettatura della lettera è da antologia. La sintonia di Totò e Peppino è qui perfetta. Grandissimo successo: 4 milioni e mezzo di spettatori.


Martedì 15 maggio ore 21 // Auditorium di Piazza Libertà

Le notti bianche

di Luchino Visconti
con Clara Calamai, Marcello Mastroianni, Jean Marais, Maria Schell, Maria Zanoli. Italia 1957, 107’
Dal racconto omonimo di Dostoevskij. Un impiegato si ferma per strada accanto a una giovane che sta piangendo e i due fanno amicizia. S’incontrano, così, tutte le sere. Lei è innamorata di un uomo che se ne è andato promettendole di ritornare dopo un anno. L’impiegato quasi riesce a far sì che la ragazza dimentichi l’altro ma, proprio la sera in cui lui sembra essere riuscito a ottenere l’amore di lei, il primo uomo ricompare.
Melodramma di alta tenuta stilistica e di bassa temperatura emotiva che capovolge il senso di un amore sfortunato in quello dell’illusione di un amore umiliato.
Alla fine, per consolarci della delusione di un amore che pensavamo ormai esaudito, assaggiamo i dolci preparati dalla nostra Maddalena.


Giovedì 17 maggio ore 19 // T.t.b. Teatro Tascabile di Bergamo

Tototruffa ‘62

di Camillo Mastrocinque
con Totò, Nino Taranto, Geronimo Meynier, Estella Blain, Luigi Pavese. Italia 1961, 107’
Antonio (Totò), ex attore di varietà, mantiene la figlia in un ottimo collegio organizzando piccole truffe con l’amico e collega Felice (Taranto). Bonariamente lo perseguita il commissario Malvasia (Calindri). Quando i rispettivi figli, ignari, s’innamorano, i due padri fanno pace. Da una sceneggiatura di Castellano & Pipolo, più che un film è una catena di sketch che consentono ai due compari di scatenarsi in esuberanti gag, dialoghi divertenti, spassosi personaggi. Primo dei sei film di Totò con Taranto, la sua “spalla più umile che in privato non riuscì mai a dargli del tu”.
Dopo il film buffet napoletano proposto dal Ristorante Da Mimmo.


Martedì 22 maggio ore 21 // Auditorium di Piazza Libertà

Lettera da una sconosciuta (Letter from Unknown Woman)

di Max Ophüls
con Joan Fontaine, Louis Jourdan, Mady Christians, Marcel Journet, Art Smith. USA 1948, 90’
Nel consacrarsi a una passione che non sarà mai ricambiata, una romantica viennese trasforma la sua infatuazione per un pianista in un’ossessione amorosa che la consuma fino alla morte. Da un racconto di Stefan Zweig uno dei più squisiti “film di donna” della storia del cinema, immerso in un clima magico e, insieme, ossessivo. In mano d’altri poteva uscirne una storia sentimentale strappalacrime. Ophüls ne fa un capolavoro romantico.
Alla fine, per asciugare le lacrime di un amore assoluto e straziante, rifugiamoci nei dolci viennesi preparati dal Ristorante Pasticceria Ol-fà di Osio Sotto.


Giovedì 24 maggio ore 21 // T.t.b. Teatro Tascabile di Bergamo

Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi

di Mario Mattoli
con Aldo Fabrizi, Totò, Geronimo Meynier, Luigi Pavese, Christine Kaufmann. Italia 1960, 87’
Carlo e Gabriella si amano. Le rispettive mamme approvano, ma i padri litigano. I giovani d’oggi (del ‘60) non c’entrano. Sono i duetti Totò-Fabrizi che alimentano la buffoneria della commedia con dialoghi ad alta velocità.
Totò è grande e Fabrizi non gli è da meno. L’annunciatrice Anna Maria Gambineri ha il ruolo di sé stessa.
Dopo il film buffet napoletano proposto dal Ristorante Da Mimmo.


lunedì 28 maggio ore 20.30 // Auditorium Centro civico comunale di Treviglio

Mangiare bere uomo donna

di Ang Lee, Taiwan 1994, 124’
con Sihunglung, Yang Kuei-Mei
Un cuoco vedovo, il miglior chef di Taipei, riacquista il gusto di cucinare dopo che le sue tre figlie se ne sono andate di casa. I temi centrali del film sono la cucina (il cibo come mezzo di comunicazione, metafora dell’esistenza, offerta di affetto che ne diventa il sostituto) e il mangiare insieme, inteso come rito familiare che esorcizza l’incapacità di trasmissione verbale dei sentimenti. Una miscela di dolce e agro, buffo e triste, leggerezza e gravità.
A seguire buffet con piatti della cucina orientale
In collaborazione con Associazione Immagine Sospesa


Una proposta: Laboratorio 80

In collaborazione con: Comune di Bergamo, T.T.B. Teatro tascabile di Bergamo, Slow Food, Ol-fà, Ristorante Da Mimmo, Associazione Immagine Sospesa, Cineteca Bruno Boschetto, Fondazione Cineteca Italiana, Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale

Con il sostegno di: Fondazione Comunità Bergamasca

AUDITORIUM DI PIAZZA LIBERTÀ
L’Auditorium di piazza Libertà è situato nel centro di Bergamo.
L’ingresso si trova all’angolo fra piazza Libertà e via Duzioni, 2 (lato uscita parcheggio interrato di piazza Libertà su via Zelasco)

T.T.B. TEATRO TASCABILE DI BERGAMO
ACCADEMIA DELLE FORME SCENICHE
Ex-monastero del Carmine, ingresso provvisorio da vicolo Sant’Agata, Giardino esterno Circolino, Bergamo Alta

Auditorium Centro civico culturale
Largo Marinai d’Italia, Treviglio. Capienza 99 persone
Per info e prenotazioni: Ufficio cultura tel. 0363/317508 506

Ingresso: Biglietto intero € 5,00 // Biglietto ridotto € 4,00