Le organizzazioni hanno una loro storia e una loro natura, che muta nel corso del tempo al mutare di certe condizioni o dietro la spinta al cambiamento di alcuni dei “portatori di interesse”. E’ bene che le organizzazioni non si oppongano al proprio cambiamento, specie se si considerano – come noi – uno strumento del cambiamento più generale della società; è bene anche che il cambiamento eviti di essere traumatico, anche se questo non significa che possa sempre avvenire in modo graduale e inavvertito. Ci sono evoluzioni che seguono tempi naturali e che avvengono inevitabilmente; altre che un po’ vanno indirizzate e sulle quali occorre – soprattutto – prendere decisioni: queste possono non essere traumatiche ma certamente vengono sentite nel momento del loro verificarsi.

Slow Food in Italia non nasce come “organizzazione di base”, ma come organizzazione con una forte guida, illuminata ma monocratica. Dal 1986 a oggi non sono solo cambiati il nostro modo di parlare di cibo e la nostra immagine esterna, ma anche il nostro modo di discutere, decidere, organizzarci per fare le cose.
Difficile dire se diventeremo mai un’Associazione pienamente diretta dalla propria base: certamente è difficile pensare che torneremo indietro alle nostre origini.

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