Fave dei morti

Ci siamo! Ecco il 2 Novembre, il giorno dei morti.

Sapete cosa sono le fave dei morti? Delle vere e proprie fave nere che nella bergamasca nei tempi antichi il capo famiglia lanciava alle proprie spalle esortando le anime vaganti dei morti cattivi a rientrare nei sepolcri.

SLOWFOODBERGAMO_ricette_fave-dei-morti_01L’accostamento delle fave ai morti era già presenti nelle cerimonie funebri dell’Antico Egitto, in Magna Grecia e nell’Impero Romano.

Perché proprio le fave?
Erano considerate capaci di uno “scambio materiale” tra il mondo dei vivi e quello dei morti in quanto il loro fiore bianchissimo ha delle macchie nere (colore rarissimo nei fiori) disposte a forma di “tau”, la prima lettera di “thanatos” che in greco significa morte. Insomma un fiore che veniva direttamente dagli inferi e il cui frutto costituiva un “filo diretto” con le anime dei morti.

Con il tempo le fave vere sono state sostituite da biscotti che si differenziano da altri biscotti dei defunti quali le ossa dei morti per ingredienti e forma, ma anche per consistenza (questi ultimi sono molto più duretti).

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Ingredienti per 40 biscotti

200 g mandorle spellate e tritate a farina
100 g zucchero
100 g farina 00
1 uovo
20 g burro fuso
1 bicchierino di grappa
scorza grattata di mezzo limone
cannella abbondante, tanto da colorare l’impasto

Tempo di preparazione e cottura

50 minuti

Procedimento

Unire farina di mandorle, zucchero e farina. Amalgamare con l’uovo, il burro fuso, la grappa.

Unire scorza di limone e cannella. Far riposare l’impasto in frigorifero per 15 minuti e poi farne dei rotolini del diametro di un pollice.

Tagliarli a fettine di mezzo centimetro e schiacciare il centro di ogni “fava”. Spennellare con chiara d’uovo sbattuta (o con poco latte e zucchero) e infornare a 160° per 20 minuti.

Questi biscotti sono eccellenti anche tiepidi.