Frìtole – Castagnole bergamasche

fritole

 

Carneal a l’và e l’vè, s’-mangia i gale in chèsce dé

[A Carnevale si va e si viene, si mangiano chiacchere in quei giorni]

 

Festa e piacere del cibo… perché… dall’inizio della Quaresima… carnem levare… inizia il periodo di magro e digiuno che un tempo comprendeva oltre 100 giorni l’anno!

Durante la sfilata di carri allegorici, un tempo venivano gettati alla folla confetti, caramelle, zuccherini e piccoli dolci che, in quanto simili nella forma a chicchi di grano, erano simbolo di fertilità e di abbondanza.

Un’usanza immortalata in versi dall’abate Giovanni Battista Angelini nell’anno 1733 ne Il trionfo di Cibele, dea della Terra e della Natura… una dea tutta Slow Food!
Il 9 febbraio di quell’anno la moglie del podestà Adriana Dolfin Bonfandini in veste di Cibele guidò per tutta Città Alta la sfilata con le personificazioni di Bacco e di Mercurio, di Saturno e del Cielo, delle stagioni e dei continenti accompagnata da suonatori di trombe, di liuti e di viole, guerrieri sui loro destrieri… Adriana/Cibele posta su un altissimo carro teneva in mano delle cornucopie contenenti leccornie che gettava al popolo… una pioggia di confetti e di frìtole!

Ingredienti per 80 frìtole

– 2 uova
– 100 grammi di zucchero
– 75 grammi di burro fuso
– un bicchierino di grappa o rum
– scorza di un limone grattugiata
– un pizzico di sale
– 300 grammi di farina 00 setacciata
– mezza bustina di lievito
– olio di un seme

Tempo di preparazione e cottura

30 minuti

Procedimento

Montare 2 uova con lo zucchero, fino a quando non diventano bianche. Unire poco alla volta metà della farina, il burro intiepidito, il sale, il rum o la grappa, la scorza di limone, la restante farina ed il lievito. Lavorare bene l’impasto, fare delle palline e friggere le frìtole in olio abbondante ben caldo. Porle su carta assorbente e servirle tiepide volendo spolverizzate di zucchero a velo.